LOMBARDIA

La pedagogia della tenda

Una legge regionale a sostegno di campeggi didattico-educativi

Un potente strumento educativo che adesso è anche riconosciuto da una legge regionale. Dopo il via libera della Commissione cultura, lo scorso 13 febbraio, è atteso entro marzo il voto definitivo sul progetto di legge “Norme per la tutela e la regolamentazione dei campeggi didattico-educativi nel territorio della Regione Lombardia”, che “riconosce e tutela le attività educative, didattiche, sociali e religiose che enti, organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro, intendono realizzare nell’ambito dei loro fini istituzionali e statutari mediante l’attivazione di campeggi e soggiorni sul territorio regionale”.Opportunità per il futuro. “Questa legge – spiega Angelo Pezzini, coordinatore di Campeggi riuniti, gruppo nato nel 1983 su iniziativa della diocesi di Milano, che oggi conta oltre 100 soci, per la maggioranza parrocchie e oratori – è per noi motivo di grande soddisfazione. Finalmente, viene riconosciuta un’attività, completamente gestita a livello di volontariato, che, ogni estate, vede almeno 15mila persone prendere parte ai nostri campeggi. Siamo un grande movimento che impegna circa 4mila persone tra responsabili e addetti alle strutture e altre 2mila tra animatori ed educatori. La nostra attività coinvolge tutte le categorie sociali e le classi d età; si va, infatti, dai bambini agli adulti, dai giovani alle famiglie”. Soprattutto, però, Pezzini vede in questa nuova legge regionale una “grande opportunità per il futuro”, in particolare sotto l’aspetto del “sostegno ai tanti progetti educativi che stiamo portando avanti”.Educazione alla fede. Proprio l’aspetto educativo dell’attività di campeggio, è quello maggiormente sottolineato dagli estensori della legge, che ricordano come “le attività di vacanza all’aria aperta sono da ritenersi particolarmente qualificanti per la crescita della singola persona umana e per la conoscenza e la divulgazione, a scopo turistico, delle molteplici realtà territoriali della nostra regione”. “Attraverso l’educazione alla natura e, in particolare alla montagna – riprende Pezzini – noi arriviamo all’educazione alla fede, che è la cifra più evidente del nostro movimento, nato oltre 60 anni fa per iniziativa di un gruppo di sacerdoti e laici illuminati della nostra diocesi”.Disagio benefico. La valenza educativa del campeggio è centrale anche nell’esperienza dell’Agesci lombarda, che, da oltre 90 anni, rappresenta sul territorio gli scout cattolici. Oggi gli associati sono oltre 20mila, 3.500 dei quali adulti volontari e i restanti 16mila bambini, ragazzi e giovani tra gli 8 e i 20 anni. Ogni anno, i 200 gruppi scout attivi sul territorio lombardo promuovono almeno duemila campeggi, contando soltanto quelli della durata di almeno 3-4 giorni. “La valenza educativa del campeggio è importantissima nel nostro metodo educativo – conferma Marco Pietripaoli, con Elena Bonetti responsabile regionale Agesci -. Promuovendo il campeggio, vogliamo dare l’opportunità ai ragazzi di staccarsi dalla dimensione familiare e vivere qualche giorno in comunità e in un contesto diverso dal quotidiano. Per loro è anche l’occasione di mettersi alla prova e di esprimersi in modo diverso condividendo esperienze nuove con altri ragazzi. In questo contesto, anche quel pizzico di disagio che, inevitabilmente, ogni campeggio rappresenta per chi lo vive, perché magari è abituato ad avere a casa ogni genere di comodità, è un bel modo per rafforzarsi nello spirito. In genere, noi vediamo che chi vive così il campeggio, quando rientra nella quotidianità se la cava un po’ meglio di prima”.Promuovere l’ambiente. Un altro aspetto importante delle legge regionale è quello che prevede la possibilità, per le associazioni che organizzano i campeggi, di collaborare “a progetti, realizzati con enti parco e con altri enti locali, finalizzati alla valorizzazione e salvaguardia del territorio”. “In questo modo – sottolinea Pietripaoli – si favorisce un uso intelligente del territorio, finalizzato alla promozione ambientale delle tantissime aree protette di cui è ricca la Lombardia. Insieme agli enti gestori, anche noi siamo pronti a realizzare progetti di tutela di percorsi naturali e sentieri di montagna, nonché di attività di prevenzione ed educazione ambientale, anche in collaborazione con le scuole”. “Con questo spirito – conclude Pietripaoli – siamo disponibili ad aprire le nostre strutture sul territorio alle comunità locali, restituendo queste strutture alle comunità stesse e innescando un circuito virtuoso di conoscenze ed esperienze positive a contatto con la natura”.a cura di Paolo Ferrario(29 febbraio 2008)