LOMBARDIA
Dall’anno prossimo un insegnamento “trasversale”
Dall’anno prossimo l’educazione ambientale entrerà a far parte del curriculum scolastico di molti ragazzi lombardi. A prevederlo è il protocollo d’intesa “per l’attuazione di un programma di informazione, formazione e educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile” sottoscritto dall’assessorato regionale alla qualità dell’ambiente e dall’Ufficio scolastico regionale (Usr), con il sostegno dell’assessorato all’Istruzione, formazione e lavoro. Con questo protocollo la Regione Lombardia, prima in Italia e in Europa, ha recepito le indicazioni degli organismi internazionali (Onu e Unesco), dell’Unione europea e dell’accordo Stato-Regioni in materia di educazione ambientale e di educazione allo sviluppo sostenibile. L’educazione all’ambiente non è una nuova materia ma, in base a un preciso programma che sarà definito da ciascuna scuola e nel piano dell’offerta formativa, rientrerà in modo trasversale in tutte le materie.Giudizi positivi. “La reputo una buona idea, volta a migliorare l’educazione ambientale nella scuola – afferma don Serafino Marazzini, responsabile della pastorale scolastica della diocesi di Milano -. Condivido la scelta di non prevederla come disciplina a sé stante privilegiando una visione trasversale, che la presenta da diversi punti di vista”. Positivo anche il commento di Graziano Biraghi, presidente regionale dell’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc): “Il protocollo d’intesa, recependo le sollecitazioni provenienti dai vari organismi internazionali e facendo leva sugli strumenti legislativi regionali e nazionali già in vigore, costituisce un ulteriore contributo allo sviluppo delle iniziative già in atto. È sicuramente positiva la sinergia tra la Regione Lombardia, l’Usr direzione generale e gli enti territoriali partecipanti all’intesa perché con il piano triennale si favorirà lo sviluppo di nuove opportunità formative e di nuove risorse”.Collaborazione importante. L’aspetto innovativo del protocollo di intesa riguarda la correlazione tra educazione ambientale e le tematiche dello sviluppo sostenibile, “un binomio – continua Biraghi – non sempre ben evidente nell’esperienza scolastica, ma che in recenti sperimentazioni e proposte didattiche sta emergendo come prospettiva promettente. Per questo va salutato con interesse questo percorso di sperimentazione biennale che viene messo a disposizione per un gruppo di scuole dei diversi ordini e gradi”. E nei programmi cosa cambierà? “Difficile prevederlo – sostiene don Marazzini -. Ritengo che, valorizzando lo strumento dell’autonomia, ogni scuola, secondo il suo ordine e grado, adotterà le misure più opportune per ripensare e valorizzare i propri programmi e i percorsi riguardo l’educazione ambientale”. Per il progetto la Regione ha previsto un finanziamento di 120 mila euro, ma gli interrogativi sull’efficacia del Protocollo restano. Il sacerdote, però, non ha dubbi: “Questa collaborazione risulterà importante e preziosa non tanto perché attuerà un approccio nozionistico o statistico a questo insegnamento, ma soprattutto perché potrà offrire modalità, considerate tradizionalmente «meno» scolastiche, rivolte all’apprendimento e all’educazione personale e comunitaria di un tema – come quello ambientale – di grande rilievo per la qualità della vita di tutti. Sarà poi, per i milanesi, in particolare, significativo legare questo insegnamento al tema dell’Expo, che porta con sé lo slogan «Nutrire il Pianeta». Una felice vicinanza e una bella occasione”. Fattore di sviluppo. Più scettico, invece, Biraghi: “Sarà interessante attendere gli esiti del progetto biennale per raccogliere le indicazioni non solo sul raggiungimento degli obiettivi del protocollo ma, soprattutto, sulle prospettive di sviluppo e di finanziamento, con la distribuzione di ulteriori risorse, per assicurare una adeguata diffusione in tutte le scuole della Lombardia. Va sottolineato che una parte del finanziamento, previsto dal protocollo, è finalizzato a migliorare, aumentare e rendere maggiormente disponibili i laboratori didattici presso parchi e siti di interesse ambientale, mostre itineranti, itinerari permanenti e le numerose iniziative di formazione e di studio che assicureranno una ricaduta immediata sulle attività già in atto nelle scuole”. “Il protocollo, se svilupperà la capacità dei soggetti implicati di raggiungere buoni livelli di collaborazione e cooperazione, sollecitando la presenza attiva delle scuole nelle varie iniziative, potrà di certo facilitare – prosegue Biraghi – un’assunzione sempre più decisa dell’educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile nei progetti delle scuole, con una valorizzazione degli spazi di progettazione messi a disposizione dall’autonomia scolastica”. E sul perché sia stata proprio la Lombardia la prima Regione in Europa a recepire queste direttive, Biraghi non ha dubbi: “Certamente è il frutto dell’impegno dei Comuni, delle Province e della Regione, e di numerosi enti e associazioni presenti in Lombardia che, negli ultimi decenni, hanno sempre considerato i temi ecologici e di salvaguardia del territorio, fattori di sviluppo culturale, sociale ed economico”. a cura di Fabio Florindi(25 luglio 2008)