LOMBARDIA

La casa a Milano e dintorni

Le politiche abitative e le richieste di prezzi ragionevoli

561 milioni per il piano casa 2008 di Regione Lombardia. Luci e ombre nelle politiche abitative del Pirellone, presentate di recente dall’assessore Mario Scotti. A detta degli operatori, infatti, si potrebbe fare di più. Innanzitutto reinventando il modo di concepire l’housing sociale. Il tema della casa è molto “caldo” soprattutto a Milano. Nel capoluogo, dove la domanda cresce naturalmente per ragioni lavorative, all’inizio dell’anno un gruppo di parroci ha scritto una lettera al card. Dionigi Tettamanzi denunciando la scarsità di offerta abitativa a un prezzo ragionevole. Dalla risposta dell’arcivescovo in poi la curia di Milano è tornata più volte sull’argomento e ha stimolato interventi e soluzioni concrete.Situazione anomala. Una delle persone che sta cercando di trovarle è l’architetto Gabriele Rabaiotti che insegna al Politecnico di Milano. “La Lombardia è una Regione da questo punto di vista anomala – afferma – perché ha articolato di più gli strumenti di intervento, ma ha una carenza di case in affitto da una decina d’anni, almeno a partire da quando ha cominciato a ragionare in maniera autonoma sulle politiche per la casa”. Rabaiotti ravvisa infatti la necessità di aumentare la disponibilità di case in affitto per “incentivare la mobilità dei giovani, che magari vivono a Milano o nelle altre città lombarde per periodi transitori”. A suo parere, infatti, “la casa deve essere un mezzo” e, inoltre, “l’aumento di offerta in affitto potrebbe costituire un calmiere sui prezzi oltre che un’opportunità”. Case vecchie. Le politiche lombarde si fondano anche in questo ambito sull’interazione tra pubblico e privato. È prevista anche per quest’anno l’attuazione di Programmi di riqualificazione urbana e sociale attraverso i “Contratti di quartiere” e gli Accordi quadro di sviluppo territoriale per la realizzazione di case a canone sociale e moderato e di case per la locazione temporanea. I Contratti di quartiere sono ancora in fase di valutazione: 46 Comuni hanno fatto domanda di preselezione, ma saranno disponibili solo 65 milioni di euro a fronte di 912 che sarebbero necessari per accontentare tutti. “Il problema fondamentale della Regione – riprende Rabaiotti – è che la situazione dell’edilizia pubblica è drammatica. È da troppo tempo, infatti, che non s’interviene con manutenzione ordinaria, straordinaria o di recupero. Le case sono troppo vecchie e in questo modo è come se la Lombardia le pagasse due volte facendo manutenzione”. Cosa dovrebbe fare allora? “Affiancare, assistere e accompagnare le politiche abitative, rivedendo il ruolo della gestione. Ad esempio, lasciando il patrimonio in mano ad associazioni che possono offrire servizi di volontariato o attraverso le cooperative sociali”.I giovani scappano. In questi anni la sola città di Milano ha visto un’emorragia di abitanti pari a 500 mila persone: la stima è che la stragrande maggioranza di esse siano soprattutto giovani coppie, impossibilitate a comprare o affittare ai prezzi esorbitanti della metropoli. “La casa è un affare privato per le giovani coppie, lo affrontano da sole – lamenta il presidente ambrosiano degli adulti-giovani di Ac, Stefano Rivolta – noi chiediamo alla Regione di rimettere al centro di queste politiche le persone”. E l’Azione Cattolica di Milano sta ultimando in merito una ricerca che prende le mosse da un questionario sulla domanda e offerta della casa somministrato da aprile a oggi ad oltre mille persone.Uno sforzo c’è stato. Qualche giudizio positivo in ogni modo s’intravvede: “In questi anni lo sforzo sulle politiche abitative è stato buono – sostiene il presidente di Federabitazione Lombardia, Alessandro Maggioni – ma ha avuto pochi esiti, perché non abbiamo potuto vedere una politica organica sull’abitazione. Anche qui possiamo constatare una domanda di case a costi giusti molto forte e poco corrisposta. Di fatto oggi una giovane coppia se non ha una famiglia dietro che la sostiene fa fatica a comprare una casa”. Maggioni lamenta lo stato di “grande confusione sul piano nazionale casa” e proprio in questi giorni la Lombardia ha chiesto di avere in questo contesto un ruolo di programmazione del territorio.a cura di Francesca LozitoSchedaLa legge regionale affitti, approvata in extremis in chiusura dell’anno, dopo mesi di polemiche politiche sugli aumenti dei canoni dell’Edilizia residenziale pubblica, prevede che il canone degli alloggi Aler possa subire modifiche fino al 20%, quelli dei Comuni del 30%. Per la verifica dei requisiti di permanenza nell’alloggio non verranno conteggiati i patrimoni immobiliari o i risparmi fino a 25mila euro. Il contributo acquisto prima casa (40 milioni per il 2008) è stato esteso non solo alle giovani coppie, ma anche alle gestanti sole, genitori soli con uno o più figli minori a carico e nuclei famigliari con almeno tre figli. Dei 40 milioni di euro, 25 vanno alle “giovani coppie” e 15 alle altre tipologie di famiglie. Con 60 milioni di euro si prevede che possano essere realizzati circa 1.000 nuovi alloggi da dare in locazione a canone sociale, moderato e convenzionato, a studenti o persone con reddito basso. A disposizione dei Comuni lombardi interessati ci sono circa 53 milioni di euro. Sono oltre 181 i milioni di euro che la Giunta regionale della Lombardia ha messo a disposizione dei Comuni lombardi per incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica.(16 gennaio 2009)