LOMBARDIA
Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza
La Lombardia punta sui diritti dei più piccoli. Il Consiglio regionale ha deciso infatti di istituire la figura del Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Il progetto di legge che lo introduce nasce dall’accorpamento di tre distinte proposte e nei giorni scorsi è stato approvato all’unanimità dalla Commissione Sanità. Il provvedimento, che deve ottenere il parere favorevole dalla Commissione Bilancio per la copertura finanziaria, dovrà poi passare all’esame del Consiglio regionale per la sua approvazione definitiva.Un passo avanti. “L’istituzione di questa nuova figura nella Lombardia rientra in un contesto complessivo di diritti dei bambini in cui altre Regioni, come il Friuli e il Veneto si sono già dotate di un pubblico tutore, un difensore civico dei diritti dei più piccoli”, puntualizza Milena Canterini, docente di pedagogia generale all’Università Cattolica di Milano. “Nell’attesa dell’approvazione di una figura di Garante nazionale – riprende Santerini – che dovrebbe curare l’attuazione sul territorio delle specifiche disposizioni per i più piccoli, l’istituzione a livello regionale, anche con il passo avanti della Lombardia, consente di avere uno sguardo più ravvicinato ai problemi enormi che ci sono nell’infanzia, soprattutto in situazioni di disagio”. È molto ampio il ventaglio di compiti del nuovo ufficio, ma in questa Regione troverà in alcuni di questi probabilmente la strada un po’ più facilitata che in altre parti d’Italia: “Ad esempio – dice la docente – nell’ambito dei minori stranieri non accompagnati, in cui il livello delle strutture è ben vigilato in Lombardia. Questo di certo non significa che il Garante non serva, ma in un certo senso parte avvantaggiato”. Ma ci sono anche altri contesti in cui questa nuova figura sarà necessaria per contribuire al miglioramento degli interventi pubblici: “Ad esempio – afferma la docente – nell’adempimento scolastico dei minori rom, in cui potrebbe consentire di agire non solo in modo repressivo, ma anche positivo”.Soggetti attivi. E poi ci sono le questioni meno urgenti, ma altrettanto importanti, come quella dei diritti di cittadinanza dei più piccoli: “Le convenzioni internazionali, ad esempio quella dei diritti del fanciullo del 1989 – spiega Santerini – non parlano dei bambini come vittime dei diritti, ma come soggetti di questi stessi. Un principio che vede la sua attuazione nell’ambito della promozione dei consigli comunali dei ragazzi, molto diffusi in Lombardia”. Secondo Canterini, questo nuovo ufficio, però, potrà funzionare davvero solo se “consentirà di riprendere l’iniziativa pubblica di difesa dei diritti, che non vanno abbandonati solo a un contesto privato. I bambini non possono essere solo dei fruitori di beni privati – il corso d’inglese, la play station – ma anche soggetti pubblici e attivi in questo contesto”.Lavorare in rete. Un discorso che trova d’accordo anche la Fom (Fondazione oratori milanesi). “Ogni iniziativa a favore dell’infanzia è da salutare con favore – afferma don Samuele Marelli, direttore della Fondazione e responsabile del Servizio ragazzi, adolescenti e oratorio della Chiesa ambrosiana -. È bello vedere che tutti i principi enunciati nelle carte dei diritti dell’infanzia trovano poi attuazione concreta nel territorio”. Don Marelli chiede anche una precisa attenzione a questa nuova figura: “È chiaro che suo compito in prima istanza sarà il riscontro di abusi e marginalità, ma deve prevedere anche un’attenzione alla normalità del fanciullo. Come oratori siamo impegnati anche nel contesto della prevenzione del disagio, lo facciamo per tradizione e riceviamo già in questo un appoggio da parte della Regione”. Proprio dall’ambito oratoriale potrebbe magari nascere una collaborazione con il Garante: “In quanto l’oratorio – dice Marelli – a differenza della scuola è un sistema aperto e noi stiamo insistendo molto in questi anni sulla necessità di lavorare in rete”.a cura di Francesca LozitoSchedaIl Garante sarà eletto dall’Assemblea, avrà un proprio Ufficio, durerà in carica cinque anni e potrà essere rieletto una sola volta. Dovrà promuovere, in collaborazione con enti e istituzioni che si occupano di minori, iniziative che vedano il riconoscimento dei più piccoli come soggetti titolari di diritti; segnalare alle autorità competenti fenomeni di esclusione e di discriminazione senza distinzione di sesso, abilità, nazionalità, religione e condizione economica; vigilare sui fenomeni di elusione dell’obbligo scolastico e di sfruttamento del lavoro minorile in collaborazione con gli enti e le organizzazioni che già se ne occupano; prevenire e contrastare insieme a Enti locali e soggetti pubblici o privati abusi e violenze su minori e adolescenti, mutilazioni genitali femminili, rischi di espianto di organi. C’è poi l’aspetto della comunicazione, grazie alla collaborazione con il Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) il Garante promuoverà la tutela dei minori vigilando sulla programmazione radiotelevisiva, l’informazione sugli organi di stampa o attraverso altre forme di comunicazione audiovisiva e telematica. Infine si metterà a disposizione per raccogliere segnalazioni di casi di maltrattamenti anche al di fuori di ambienti come famiglia, scuola, luoghi di cura e strutture sportive.(25 febbraio 2009)