Il compito delle Acli è essere "testimoni responsabili negli ambiti cruciali della vita sociale", ma "la novità rispetto al passato sta nell’esigenza di connettere questione sociale e questione antropologica, i problemi della giustizia sociale e quelli dell’etica pubblica, attrezzandoci a svolgere un ruolo ancor più integrale di protagonismo sociale per contrastare le vecchie e nuove forme di offesa alla vita e alla dignità della persona". Lo ha detto, ieri, il presidente delle Acli, Andrea Olivero, in apertura del 23° Congresso nazionale, a Roma. Tra le sfide dell’oggi, Olivero ha citato quella della "globabilizzazione", che è legata ad un rischio di "una forma inaccettabile di economia predatoria" soprattutto nelle nostre "società individualizzate" e di fronte alla quale bisogna rispondere con l’impegno a "rigenerare i legami di fiducia tra le persone e quelli tra i cittadini e le istituzioni". Altra sfida è quella della "multiculturalità". Basti pensare che "sono presenti nel nostro Paese circa 4 milioni di stranieri". Inoltre, sempre più si associa alla multiculturalità il binomio "sicurezza e legalità". Infine, c’è la sfida dell’ambiente e del bene comune. Per Olivero, anticipano un "nuovo possibile" il commercio equo, il microcredito, e la straordinaria esperienza del movimento cooperativo, insieme all’economia di comunione.