ACLI: OLIVERO, "ESSERE ANCHE IN FUTURO UN MOVIMENTO DI FRONTIERA"

"Fin dalle loro origini le Acli hanno imparato a stare nel cambiamento, al punto che esse sono venute forgiandosi come movimento di frontiera tra modernità e tradizione, tra appartenenza ecclesiale e impegno laicale nel mondo, tra cultura del lavoro e cultura d’impresa e, negli anni più recenti, tra questione sociale e questione antropologica". Lo ha detto, ieri, Andrea Olivero, presidente delle Acli, aprendo a Roma il 23° Congresso nazionale (in corso fino al 4 maggio). Ma, si è chiesto Olivero, "in quali avamposti della storia saremo chiamati a collocarci per poter essere anche in futuro un movimento di frontiera?". Ed ecco la risposta: "Il tratto di strada che abbiamo già compiuto ci ha insegnato che prima del cambiamento delle strutture e delle istituzioni, viene il cambiamento che saremo in grado di attuare nelle nostre coscienze, a partire dal modo di pensare e di agire, poiché il cambiamento più profondo e decisivo inizia proprio da noi stessi". Di fronte alla "fine delle ideologie" bisogna evitare i rischi di "una politica senz’anima" ed accogliere "lo stimolo a generare nuovi pensieri e nuove forme di azione sociale, sapendo che non ci sono risposte pre-confezionate", sempre "condotti dalla passione e dall’impegno per coloro che, nei mutamenti impetuosi del nuovo secolo, rischiano l’invisibilità". ” ” ” “