Occorre dare "nuova linfa" a Retinopera, "chiamata a rafforzare la presenza organizzata dei cattolici sia nella Chiesa, sia nella società italiana". Lo ha detto, ieri, Andrea Olivero, presidente delle Acli, nella relazione inaugurale del 23° Congresso nazionale, a Roma. Olivero, ricordando quanto ribadito nel Convegno ecclesiale di Verona, ha detto che bisogna "accelerare l’ora dei laici" e, in questo senso, "Retinopera può essere il luogo adeguato dove riaggiornare la categoria dell’autonomia laicale, tenendo in considerazione il confronto nella comunione". Tra gli impegni, Olivero ha citato "l’importanza di dare un contributo fattivo alle Commissioni diocesane per la Pastorale sociale e del lavoro, strumento fondamentale per far divenire la Dottrina sociale della Chiesa parte integrante della pastorale e ricchezza comune del Popolo di Dio, oltre che offerta di senso ai tanti non credenti o diversamente credenti che guardano a noi con fiducia". A giudizio del presidente delle Acli, poi, "il rapido cambiamento del quadro politico e, ancor più, la fine delle ideologie, insieme con la necessità crescente di allargare gli spazi della democrazia sociale, ci spinge anche ad investire con più convinzione nel principale soggetto rappresentativo della società civile, il Forum del Terzo Settore".