AZIONE CATTOLICA: ALICI, UN "CONTRIBUTO ORIGINALE ALL’AVVENTURA DELLA CHIESA"

"Dobbiamo allargare il nostro sguardo sul mondo" ha quindi esortato il presidente di Ac, dove "c’è una domanda diffusa di bene che dobbiamo intercettare" e "una risposta evangelica che dobbiamo testimoniare" e "far correttamente interagire con quella domanda. In ogni stagione critica della vita della chiesa è nato qualcosa di grande quando è scoccata una scintilla da questa paradossale ‘doppia cittadinanza’". "Quando il legame tiene insieme il mondo visibile e l’orizzonte dell’invisibile – ha osservato ancora Alici -, la responsabilità diventa testimonianza" e "il nostro compito è fare dell’intera vita associativa un soggetto testimoniale": un’Ac "dove s’impara la grammatica del bene comune, si pratica la sintassi della partecipazione, si tesse una rete buona di relazioni" ma che, "per il fatto stesso che esiste, attesta che c’è un’altra città invisibile, dentro e oltre quella visibile". Da questa sintesi, secondo il presidente di Ac, "potrà nascere una cultura nuova". "A noi tocca trovare idee, parole, linguaggi per portare un contributo originale e popolare dentro quest’avventura, che crediamo essere l’avventura della Chiesa del terzo millennio", e "le pagine di speranza che siamo chiamati a scrivere devono essere soprattutto leggibili dalle giovani generazioni". Questa, ha avvertito Alici, "è la grande sfida educativa che ci interpella".