Associare islam e violenza è "un’identificazione che nasce da pregiudizio e ignoranza". Così mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia e presidente della Commissione episcopale Cei per l’ecumenismo e il dialogo, commenta al Sir la diffusione via internet del cortometraggio "Fitna", che presenta l’Islam come violento e nemico della libertà. "Ciò non vuol dire aggiunge mons. Paglia che tra i musulmani non vi siano violenze, ma quel che è da evitare è l’identificazione tout court dell’Islam e di tutti i suoi seguaci con la violenza". "È quindi urgente sottolinea favorire la conoscenza e non il pregiudizio, pena una pericolosa irresponsabilità". "Tutti prosegue il vescovo siamo esortati, come papa Benedetto XVI ha più volte ripetuto, a «criticare la fede con la ragione» proprio per purificare le convinzioni religiose da ogni scoria di pericolosa irrazionalità, da ogni inquinamento di natura «politica», da ogni sapore di etnicismo, per coglier la vera natura della propria fede". Tuttavia, "purtroppo non di rado assistiamo alla strumentalizzazione della religione per fini che religiosi non sono, ed è in questa prospettiva che bisogna intervenire, anche praticando l’arte del dialogo, dell’incontro, essendo fermi nel condannare ogni violenza. Ma tutto questo richiede sapienza e fermezza, conoscenza e pazienza".