"Informare resta ancora oggi un’attività produttiva, impossibile da realizzare senza sforzo, e che richiede un’autentica mobilitazione intellettuale. Un’attività così nobile, in democrazia, da meritare da parte dei cittadini tempo, denaro e attenzione". L’informazione non può essere identificata con "svago" e "divertimento", bensì "è una disciplina civica, il cui obiettivo è di formare dei cittadini". Athanase Papandropoulos, presidente onorario dell’Associazione di giornalisti europei (Age), ha così definito l’attività giornalistica, intervenendo oggi al convegno "Europa e cittadini: quale informazione?", promosso a Roma dall’Age e dal Parlamento europeo. Dopo la caduta del Muro di Berlino e gli anni della ratifica del Trattato di Maastricht e dell’adozione della Costituzione europea, "oggi ha osservato Papandropoulos l’Europa è entrata in una nuova fase della sua storia" e la sua attività è ora "ancora più importante, rispetto a qualche tempo fa". Nonostante questo, ha evidenziato, si assiste a un "immobilismo da parte dei governanti e un’atonia dell’opinione pubblica, disorientata ancor più che indifferente".