"Decisioni non chiacchiere". È quanto chiede Filippo Curatola, direttore di "L’Avvenire di Calabria" (settimanale delle diocesi di Reggio Calabria Bova e Locri Gerace), dopo gli ultimi delitti compiuti nel giro di pochi giorni a Crotone. Riflettendo su questa "escalation" di violenza, Curatola sottolinea, in una nota per il SIR, la necessità di "prendere decisioni"altrimenti "si rischia di limitarsi a rilasciare dichiarazioni". A tal proposito, il direttore del settimanale nota: "Una nuova faida – si dice – una nuova guerra di mafia. La ‘ndrangheta – si dice ancora – cambia volto, non rispetta più nemmeno le leggi non scritte ma sempre osservate di non toccare donne e bambini… E si dice ancora che lo Stato deve intervenire, che non si può più tollerare che l’intero territorio calabrese sia sottratto alle leggi dello Stato e sottoposto a quelle della ‘ndrangheta. E che vanno intensificati i controlli e va moltiplicata la presenza delle forze dell’ordine, si dice…". Insomma, aggiunge Curatola, "gli ultimi delitti (tre finora) hanno offerto di nuovo una serie di motivi a quanti desiderano cimentarsi in commenti più o meno azzeccati o suscitare la commozione toccando il tasto della pietà popolare per le innocenti creature coinvolte. Ma il guaio é che Crotone e la Calabria non hanno bisogno di letteratura, ma di decisioni". (segue)