Leader di differenti credi religiosi aderenti alla Conferenza mondiale delle "Religioni per la pace" hanno salutato l’appello al dialogo lanciato nei giorni scorsi dal re Addallah dell’Arabia Saudita proponendo loro un incontro sui temi della pace. In una nota, Religions for peace ricorda che nella sua leadership la componente saudita è "significativa" e comprende tra l’altro i due segretari generali della Lega musulmana mondiale Ahmed Mohammed Ali e Abdullah bin Omar Nasseef. Nel comunicato plaudono all’iniziativa del re saudita una serie di personalità. Il rabbino capo David Rosen, presidente del Comitato internazionale ebraico per le consultazioni interreligiose, sottolinea l’importanza dell’appello perché "un simile dialogo multi religioso potrebbe avere un ampio impatto nella regione medioorientale, favorendo l’impegno delle religioni alla costruzione della pace". Mustafa Ceric, Gran Mufti di Bosnia-Herzegovina aggiunge: "molti di noi conoscono bene la pena, la sofferenza e la devastazione che la guerra e i conflitti causano sugli innocenti. Cooperiamo come credenti religiosi per la pace". E il Rev. Leonid Kishkovsky (ortodosso), moderatore di Religions for peace, conclude: "Un’autentica cooperazione multi-religiosa richiede un riconoscimento onesto delle differenze religiose ed un impegno a cooperare sul valori morali condivisi".