LOMBARDIA

Non solo regole

Una legge sull’educazione alla legalità

La Lombardia si dota di una legge sull’educazione alla legalità. Via libera dal Consiglio regionale al provvedimento. Il documento è stato approvato a votazione palese: 62 a favore e un solo astenuto. Un primo passo, dunque, arrivato anche con qualche polemica soprattutto interna alla maggioranza, ma che di certo è un fatto positivo nella prospettiva di arrivare ad una legislazione completa. Segno importante. “Un legge importante – dice la referente milanese di Libera, Ilaria Ramoni – che aspettavamo da tempo”. Non è di certo, però, un punto d’arrivo, conferma l’esponente dell’associazione fondata da don Ciotti: “Stiamo infatti aspettando ora l’approvazione della legge sugli appalti, che permetterà alla Regione di dare una risposta concreta ai fenomeni d’infiltrazione mafiosa nel territorio”. Fenomeni emersi chiaramente la scorsa estate con l’operazione delle Dda (Direzioni distrettuali antimafia) di Milano e Reggio Calabria che ha portato a 300 arresti, parte dei quali verranno processati a maggio prossimo. La risposta migliore per far sì che si sradichi la cultura della malavita organizzata sta proprio nell’educazione: “Noi ce ne occupavamo prima degli arresti della scorsa estate – spiega Ramoni – e continuiamo ad occuparcene ora assieme a tante altre associazioni della rete di Libera. La vera novità che emerge in questi mesi è che anche alcune amministrazioni comunali dell’hinterland milanese, oltre che gruppi politici, si sono messe a fare formazione ed educazione alla legalità. È un segno senza dubbio importante”.Il ruolo degli oratori. La valorizzazione del ruolo degli oratori all’interno del provvedimento viene salutata positivamente da don Samuele Marelli, responsabile della Fom, la Federazione degli oratori milanesi: “Ci fa piacere che sia arrivato questo riconoscimento agli oratori, che contribuiscono, attraverso il Vangelo, all’opera di promozione umana. In oratorio, infatti, ogni giorno insegniamo il rispetto delle regole, di una legalità che non sia coercitiva, prima di tutto attraverso la figura degli educatori e l’esempio che danno”. Ma, secondo don Marelli, non ci si deve fermare alla legalità, bensì fare quel passaggio successivo che è “l’educare al bene e il non fare il male. Gli oratori possono infatti essere degli ‘avamposti educativi’ rispetto alla legalità: sono sistemi aperti, a bassa soglia d’ingresso, non un ambiente chiuso”. E afferma che all’interno delle diocesi ci sono anche oratori che già si occupano e riflettono su questi temi. Per Milena Santerini, ordinario di pedagogia generale all’Università Cattolica di Milano, “non basta farsi carico dell’educazione alla cittadinanza, ma in luoghi come gli oratori occorre anche sviluppare un’educazione morale. Una adesione interiore alla legge”. Secondo l’esperta, che è pure autrice di un volume su questo tema, “la legalità e la sua educazione non bastano per essere cittadini. Occorre infatti un’adesione più profonda, che sia morale, interiore. Ci vuole un’educazione più profonda che ragioni in senso solidale e cooperativo. I genitori sanno benissimo che le regole non si seguono e basta”.a cura di Francesca LozitoSchedaCon tale disposizione, frutto dell’abbinamento di due distinti progetti di legge, la Regione sostiene iniziative di sensibilizzazione della società civile e delle istituzioni pubbliche in materia di educazione alla legalità, “contribuendo allo sviluppo dei valori costituzionali e civici”. Particolare attenzione viene dedicata al mondo giovanile, soprattutto nei confronti del fenomeno del bullismo e delle devianze giovanili. Viene, infatti, previsto l’aggiornamento dei docenti e il coinvolgimento degli studenti di ogni ordine e grado, responsabilizzando la famiglia. Un impegno su cui la Regione chiama tutti a collaborare: associazioni e organizzazioni di volontariato, sistema scolastico di ogni ordine e grado, università e istituti di ricerca, rappresentanze della Chiesa cattolica e di altri culti, “in particolare gli oratori”, enti locali e camerali, categorie imprenditoriali ed economiche. Per il finanziamento delle iniziative viene, inoltre, istituita un’apposita voce di bilancio con dotazione annua di 500 mila euro. Per sensibilizzare i cittadini al tema della legalità ogni 21 marzo, salvo diversa indicazione nazionale, sarà celebrata la Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime. Viene, inoltre, istituito un Osservatorio composto da 11 persone che opereranno a titolo gratuito: 3 consiglieri regionali di maggioranza e 2 di minoranza, un rappresentante della Giunta regionale e un rappresentante del mondo delle università, delle istituzioni scolastiche, delle organizzazioni sindacali e due dalle associazioni.(25 febbraio 2011)