"La dimensione missionaria è l’elemento costitutivo di qualsiasi vocazione cristiana: è passione per la salvezza dell’altro, una passione che viene da Dio, primo appassionato per la salvezza dell’uomo". Lo ha affermato ieri sera p. Amedeo Cencini, docente alla Pontificia Università salesiana, parlando al seminario del Centro nazionale vocazioni (Cnv) "Giovani oggi: missionari o dimissionari! La dimensione missionaria nell’accompagnamento vocazionale", che si chiude oggi a Verona. Il religioso ha invitato a recuperare la missionarietà "non solo come punto finale, espressione massima di maturità cristiana, ma anche come cammino propedeutico alla fede". Essere cristiani, infatti, "non è altro che condividere con Dio questa passione per la salvezza altrui". Il teologo ha osservato come oggi, tuttavia, si assista a un calo dell’interesse missionario da parte dei credenti, e ha invitato a "esercitare la propria missionarietà verso tutti". "Vi sono, infatti, tre «categorie» a cui rivolgere l’attenzione: i cristiani che già vivono la fede, quanti l’hanno smarrita e necessitano quindi di una nuova evangelizzazione, coloro infine che non l’hanno mai ricevuta, e ai quali dunque va rivolta la prima evangelizzazione".