Per i bambini e i ragazzi con gravi difficoltà "la prima soluzione deve essere quella di rendere possibile la permanenza in famiglia erogando aiuti finanziari, laddove necessario, ma soprattutto portando un sostegno professionale ed educativo alle famiglie stesse". È l’opinione di Augusto Palmonari, docente di psicologia sociale all’Università di Bologna, intervenuto oggi alla conferenza internazionale "Conoscere i bisogni e valutare l’efficacia degli interventi per bambini e famiglie in difficoltà. Prospettive internazionali e sfide per la ricerca, le politiche e i servizi" in corso a Padova (fino al 29 marzo). A promuovere l’incontro, la Fondazione Zancan in collaborazione con le associazioni internazionali di ricerca Eusarf e Iaoberfcs, l’Università degli Studi e il Comune patavini. Per Palomari solo qualora "non sia possibile la permanenza in famiglia, si deve pensare ad altre soluzioni", ma si tratta di una scelta "molto delicata". Qualunque essa sia – adozione, affidamento, accoglienze residenziali in piccoli gruppi è "fondamentale secondo l’esperto che accanto a questi ragazzi ci siano educatori efficaci".