BIOETICA: OSSERVATORE ROMANO, "IN GIAPPONE RICERCA GENETICA SENZA SACRIFICI UMANI" (3)

Nell’intervista al "New York Times", il prof. Yamanaka ha dichiarato che guardando un embrione umano al microscopio aveva pensato che era solo "poco diverso" da sua figlia". Una considerazione che, oltre a motivazioni scientifiche, sembrerebbe determinata "da una forte componente etica e forse anche da una fede religiosa": secondo l’ambasciatore Kagefumi Ueno, "non si tratta di una spinta religiosa in senso stretto così come viene intesa in Occidente; non risulta che il professore Yamanaka sia cristiano". In accordo con la cultura giapponese — ha affermato il rappresentante diplomatico — lo scienziato ha percepito probabilmente "un’evidenza di vita". L’idea lanciata quando venne clonata la pecora Dolly, secondo cui con le novità scientifiche si sarebbe potuta "cambiare la natura umana", è "lontana dalla sensibilità giapponese", a cui è anche "totalmente estranea" l’idea della clonazione. Il quotidiano della Santa Sede ospita anche un’intervista a Shinya Yamanaka, che spiega: "Avrei voluto usare cellule staminali embrionali se fossero state l’unico modo di trattare alcuni malati. Ma mi rendo conto che gli ovociti fecondati possono diventare bambini. Ho pensato allora che il modo migliore di risolvere questo dilemma fosse quello di generare cellule staminali come quelle embrionali direttamente dalle cellule somatiche della pelle dei malati, senza usare embrioni".” “