” “"La presenza degli stranieri afferma Maffeis – ormai è strutturale nel Paese. Questa consapevolezza oggi è diffusa, anche se spesso convive ambiguamente con la percezione che l’immigrato sia una minaccia alla sicurezza. Altrettanto fuorviante si rivela un ingenuo buonismo. Entrambe le posizioni orientate quantomeno a semplificare finiscono per alimentare insicurezza, quando non tensioni razziali". A partire dalla vicenda della colletta per finanziare la moschea, rileva il direttore del settimanale, è "urgente chiedersi cosa significhi oggi «cittadinanza», di quale piattaforma valoriale esiga il rispetto". Il confronto non potrà che essere plurale, nella tensione paziente a delineare un nuovo modello di convivenza. Di questo fa parte anche il diritto ad avere luoghi di culto". Per questo Maffeis rivolge un invito alla "giusta reciprocità" e rispolvera "due posizioni errate", richiamate dal card. Carlo Maria Martini, agli inizi degli anni Novanta: evitare "sentimenti di disagio e quasi di rifiuto e di intolleranza" e non "fare di ogni erba un fascio, offrendo indiscriminatamente spazi di preghiera o addirittura di culto".