Il presidente dell’Assemblea Ue, Hans-Gert Poettering, a proposito della situazione in Tibet, condanna il fatto che "i giornalisti e i corrispondenti sono stati espulsi dal Tibet". Afferma inoltre che a suo avviso "ogni politico responsabile si deve chiedere se può partecipare alla cerimonia di apertura" dei Giochi olimpici "qualora i leader cinesi non cercheranno un dialogo e un compromesso" con il popolo tibetano. Janez Lenarcic, segretario di Stato per gli affari europei della Slovenia, presidente di turno Ue, invita "entrambe le parti a cercare di stabilire un dialogo costruttivo", auspica che la Cina consenta ai media indipendenti di entrare in Tibet e ricorda che in un recente incontro dei ministri Ue per lo sport "si è votato contro il boicottaggio delle Olimpiadi", ritenendo che esse "possano aiutare la promozione dei diritti umani" in Cina. Dal canto suo Benita Ferrero-Waldner, commissaria per le relazioni esterne, sostiene che i Giochi "non costituiscono un evento politico" e chiede che possano svolgersi "nel rispetto dello spirito olimpico che comprende la libertà di parola e la libertà dei media".