LOMBARDIA

Cantieri chiusi

Battuta d’arresto per il piano casa

Ancora una battuta d’arresto per il piano casa in Lombardia: sembrava cosa fatta a dicembre con l’ok della Giunta, ma poi la mancata discussione e approvazione in Consiglio ha frenato tutto. Ora il progetto di legge (pdl) regionale per la valorizzazione del patrimonio edilizio è fermo in Commissione territorio.Tre perni. Housing sociale, consumo del suolo ed efficienza energetica. Sono questi i tre perni su cui si basa il progetto di legge. Il nuovo provvedimento, proposto dal presidente Roberto Formigoni, di concerto con gli assessori al Territorio e Urbanistica, Daniele Belotti, alla Casa, Domenico Zambetti, e all’Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi, è in linea con gli indirizzi di contenimento del consumo di suolo e di promozione del recupero dell’esistente e punta alla riqualificazione delle aree degradate e dismesse, come già previsto dalla legge 12 del 2005. Per Pierluigi Rancati della Cisl, "il nuovo pdl è un tentativo di oltrepassare il fallimento del precedente, che avrebbe dovuto mobilitare all’incirca 6 miliardi, mentre ha avuto solo 233 domande d’intervento. La versione che è stata fatta passare è stata quella dell’ostracismo dei Comuni". In realtà "non si può essere generosi con l’edilizia usando solo qualche parola accattivante. C’è una grave recessione in atto e la crisi del comparto edilizio vuol dire che nessuno rischia in un’attività che non dà rientro". Così in Lombardia ci si ritrova con un patrimonio invenduto di 150 mila edifici. "Ma anche questo piano edilizio – ammette l’esponente Cisl – non farà molto ed è probabile che resti di fatto un condono degli abusi dei sottotetti".Il nodo dell’housing sociale. Per Rancati, nel progetto di legge si parla di housing sociale ma questa espressione non riflette "il suo reale significato". Perché "quella prevista nel pdl è un’edilizia agevolata per redditi medi, ma anche agiati, dato che richiede 60 mila euro di Isee e, dunque, 120 mila euro di reddito". Non è dunque così che "si può affrontare la domanda di settore per chi preme per avere alloggi in affitto a prezzi popolari e accessibili". Per Alessandro Maggioni, di Confcooperative, "occorrerebbe invece una seria selezione e un sostegno al credito, perché, in questo momento di ‘disastro’ c’é troppa offerta e poca domanda". E servirebbe, invece, "potenziare i progetti di affitto che sono fermi alla scorsa legislatura e non hanno avuto grande eco".a cura di Francesca LozitoSchedaPer quanto riguarda il ruolo dei Comuni, il progetto di legge introduce alcune disposizioni di rinnovo, parziale e a tempo, della disciplina per il recupero e la sostituzione del patrimonio edilizio esistente, a suo tempo dettata dalla legge regionale n. 13 del 2009. In particolare, il pdl prevede la possibilità, in deroga allo strumento urbanistico, di recuperare volumi del patrimonio edilizio esistente, con un nuovo termine fissato al 31.12.2013 (art.3) per destinazioni residenziali o destinazioni ammesse dagli strumenti urbanistici, anche nel caso in cui i volumi siano seminterrati.È contemplata anche la sostituzione edilizia – a esclusione dei centri storici e dei nuclei di antica formazione – con proroga dei termini al 31.12.2013 (art.4). In pratica la ricostruzione di un edificio demolito può avvalersi di un incremento di volumetria fino al 35% (come previsto dalla legge 13 del 2009), sempre in deroga allo strumento urbanistico. Il pdl intende anche estendere l’applicazione delle normative già previste per l’edilizia residenziale pubblica (Erp) all’edilizia sociale, con proroga dei termini al 31.12.2014 (art.5). Tre gli interventi previsti: incremento volumetrico fino al 40% degli attuali alloggi sociali; trasformazione di edifici pubblici esistenti e/o dismessi, anche non pubblici, in residenza sociale; possibilità di realizzare edilizia sociale sulle aree standard (destinate a servizi, parcheggi, verde).Intanto è da registrare una prima attuazione del decreto legislativo n. 28/2011 per incrementare l’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili nell’edilizia sia privata sia pubblica, mediante riconoscimento di premialità volumetriche aggiuntive a quelle già previste dal piano casa. Tra le novità da segnalare, il recepimento della modalità silenzio-assenso per il rilascio del permesso di costruire, come già previsto dalla normativa statale (art. 14). La legge detta una procedura con tempistica precisa per il rilascio del permesso di costruire. Con la legge 12 del 2005, allo scadere del termine, l’effetto era di "silenzio-rifiuto". Ora il meccanismo si capovolge.(20 gennaio 2012)