CIRCO MARINO: CANTINI (MIGRANTES), "L’HORROR NON APPARTIENE AL CIRCO"

"Una notizia di cronaca, immagini di squallore trasmesse in tv, tanti interrogativi in cerca di risposte; e le risposte arriveranno dalle autorità competenti". Così don Luciano Cantini, direttore dell’ufficio per la pastorale dei circensi della Migrantes, commenta al Sir la notizia dell’accusa ad una famiglia circense di aver sfruttato alcune persone di origine bulgara. Secondo il sacerdote "c’è una verità, che non è però quella del Circo Marino, ma di tanti altri complessi come quello e di tante famiglie che da generazioni vivono con quel mestiere scritto nel loro Dna. Il circo di piccole e medie dimensioni – spiega don Cantini – sta vivendo un periodo difficile, un po’ per le generali difficoltà congiunturali, un po’ per l’emarginazione in cui è costretto a vivere. L’arrivo del circo era l”evento’ di un paese o di una città… si annunciava con manifesti e parate; adesso per il circo c’è solo la periferia, quando non è la discarica o un più deciso ‘non c’è posto’. Purtroppo la logica dell’umano genere è che l’emarginazione crei ancor più emarginazione, ed il degrado generi degrado". Riferendosi al fatto che le ragazze si esibivano con piranha e tarantole don Cantini si chiede: "E’ possibile che l’uomo per divertirsi, invece di cercare il bello, cerchi il truculento? Il genere horror non è un invenzione del circo, purtroppo per sopravvivere si è costretti ad andare dietro alle richieste del mercato".