PAKISTAN: ISIAO (ISTITUTO PER L’AFRICA E L’ORIENTE), UN FUTURO TRA SPERANZE E INCERTEZZE (2)

La giornalista di Limes, che è stata in Pakistan prima delle elezioni che si sono svolte il 18 febbraio, ha raccontato di "un Paese che sta male nonostante lo sviluppo economico". Per Alberto Cacopardo, archeologo dell’Isiao che lavora in Pakistan, "il peggio che possa succedere è l’intensificarsi delle conflittualità interne e una conflagrazione generale del Paese. Il meglio che possa succedere è un processo di pacificazione con tutti i Paesi vicini, che entri in sinergia con la pacificazione interna. Ma questa è un’utopia perché ci sono potenze del mondo che mirano a regnare dividendo, e in questo processo le responsabilità dell’Occidente sono gravosissime". Pare infatti che gli Usa abbiano fornito aiuti per la lotta al terrorismo, dal 2001 ad oggi, pari a 10 miliardi di dollari. Ma dal 1° gennaio 2008 ad oggi sono stati 19 gli attentati suicidi, con oltre 600 vittime. Secondo Giampaolo Cutillo, consigliere del Ministero degli affari esteri, il Pakistan "è un Paese che ha fatto negli anni un cammino coerente, con un ritmo di crescita del 6-8% annuo, uno sviluppo della società civile, dei media e di internet. Ma il dinamismo e la vivacità sono poco notate dalle cronache". In ogni caso, ha concluso, "qualunque sarà il prossimo governo italiano, ci sono tutte le premesse per un rafforzamento delle nostre relazioni con il Pakistan". (pca)