Per Trani, “si fa molta confusione tra extracomunitari e neocomunitari e paradossalmente, al momento, la condizione dei secondi è più penalizzata di quella dei primi”. Si tratta “di una precarizzazione che riguarda non solo il mondo del lavoro dove sempre più rumeni e bulgari sono abbondantemente sfruttati, ma anche la tutela sanitaria: mentre gli extracomunitari sono assistiti in regime di stp (tessera sanitaria provvisoria), rumeni e bulgari non hanno diritto all’stp e non essendo in possesso della tessera sanitaria team (il nostro tesserino sanitario che ha valenza europea) dovrebbero accedere alle prestazioni sanitarie a pagamento”. “Sono – denuncia Trani – esseri umani realmente vittime di, sfruttatori”. “Siamo alla vigilia di una tornata elettorale importante e purtroppo nei programmi dei diversi partiti si legge un’esasperazione dell’aspetto dell’ordine pubblico rispetto alle misure di integrazione sociale”. Purtroppo, prosegue, “siamo lontani da una presa di coscienza collettiva che ci porti a misurarci con il fenomeno migratorio in termini di promozione sociale e inclusione del migrante. Lo spirito che ha animato la legislazione italiana tutta, massimizzata nella Bossi-Fini, è questa visione utilitaristica del migrante per cui serve finché lavora alle nostre condizioni". (segue)