CIRCO MARINO: TRANI (CARITAS), "TUTTI I GIORNI SOTTO I NOSTRI OCCHI"” “” ” ” “

“Lo sfruttamento delle due ragazze bulgare nel circo può colpire l’immaginario collettivo perché si, parla di animali pericolosi ed esibizioni ad alto rischio, ma non credo che il muratore o il manovale che lavora sull’impalcatura senza nessuna misura di sicurezza è meno a rischio di un trapezista”. Giancamillo Trani, responsabile del settore Immigrazione per la Delegazione Caritas Campania, commenta la notizia del Circo Marino, “circo degli orrori”, scoperto a Petina (nel salernitano). Una famiglia bulgara, infatti, era costretta dai titolari, padre e figlio di Santa Croce di Magliana (Campobasso) e il genero di Lucera (Foggia), a vivere in condizioni di schiavitù. in particolare, le due figlie di 16 e 19 anni, erano costrette ad esibirsi, rispettivamente in una vasca con serpenti e in acqua gelida con piranha e tarantole. L’operazione dei carabinieri è scattata grazie alla denuncia di uno spettatore. “Noi il ‘circo’, se esasperiamo il concetto – continua Trani. -, lo vediamo tutti i giorni sotto i nostri occhi. L’episodio della famiglia bulgara si riferisce a quella precarizzazione della figura dell’immigrato in atto da un po’ di tempo, precarizzazione che va dalle ventilate ipotesi di un racket delle elemosine, per cui nei paesi dell’est vanno a reclutare persone con handicap per metterle in strada a mendicare, alla deprivazione totale dei diritti dei lavoratori”. (segue)