LOMBARDIA
L’XI Rapporto dell’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità
Sono famiglie, radicate nel tessuto sociale; mandano i figli in oratorio, vogliono essere protagoniste della vita della comunità in cui vivono. Supera di certo la lunga prospettiva dell’emergenza la fotografia che viene scattata dall’XI Rapporto dell’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim) della Regione Lombardia dal titolo “L’immigrazione in Lombardia: famiglia motore di coesione sociale”. In Lombardia uno straniero su tre vive in un nucleo familiare completo, con coniuge e almeno un figlio. Passando alle coppie miste sono oltre 67 mila gli stranieri sposati o con partner italiano, per tre quarti donne soprattutto dell’Est Europa (22 mila) e latinoamericane (oltre 15 mila). L’indice d’integrazione delle famiglie straniere si accresce poi del 70% circa per chi convive con moglie e figli (chi ha riunito la famiglia vanta infatti un indice d’integrazione medio di coesione sociale dello 0,66%, contro chi ha la famiglia lontano che si ferma allo 0,39%).Donne protagoniste. “Il radicamento familiare in Lombardia – afferma Gian Carlo Blangiardo, dell’Università degli studi Milano Bicocca – si è caratterizzato da un lato attraverso il consolidamento delle situazioni familiari delle donne, già da tempo più coinvolte in convivenze familiari (attualmente i tre quarti delle donne con partner e figli convive con essi); dall’altro lato, con l’incremento costante della tipologia partner più figli’, registrato tra gli uomini, tendenza che ha portato quest’anno a colmare definitivamente il netto divario di genere registrato dieci anni fa”. I figli in oratorio. Il sociologo Maurizio Ambrosini, della Caritas ambrosiana sottolinea come “l’integrazione passi attraverso specifici e determinati luoghi di socialità”. E non mancano le sorprese: “Caritas ambrosiana ha condotto una ricerca per analizzare se e come l’insediamento di famiglie immigrate, con la presenza di figli minorenni e inseriti nel panorama scolastico, produca un intervento nelle relazioni con i contesti locali. Dai dati raccolti, attraverso dei questionari, emerge come un terzo degli intervistati scambia visite a casa con i vicini italiani. C’è di più: il 39% dei figli frequenta luoghi religiosi, soprattutto oratori cattolici, con un rapporto molto labile con la confessione religiosa d’appartenenza; per i ragazzi nati in Italia il valore sale al 48%, rivelando una consapevolezza delle opportunità di svago e socializzazione che questi ambienti possono offrire in modo gratuito, indipendentemente dall’educazione religiosa”. Italiani e stranieri pari nei reati. Il rapporto Orim evidenzia come in Lombardia nel 2010 (gli ultimi dati disponibili), rispetto al 2004, il rapporto tra il numero di persone straniere e italiane denunciate, arrestate e fermate si è avvicinato alla parità: ogni 90 stranieri denunciati, arrestati e fermati, 100 italiani subiscono lo stesso trattamento. E ci sono dati in controtendenza, come l’aumento della criminalità minorile più tra gli italiani che tra gli stranieri: rispetto al 2004 i minori tra i 14 e i 18 anni italiani segnalati sono aumentati del 78,2%, contro il + 37,8% tra i minori stranieri della stessa fascia d’età. Ma rimangono ancora forti fenomeni, come la prostituzione straniera. Patrizia Farina, demografa dell’Università Bicocca, ricorda: “La costante è la numerosità delle donne coinvolte. Ma è sempre meno visibile la loro presenza, perché le prostitute sono nelle case o nei centri massaggi e non riescono a entrare in contatto con le unità di strada. Parallelamente assistiamo alla crescita della prostituzione cinese, che fino al 2000 era un fenomeno sporadico”. a cura di Francesca Lozito SchedaIn Lombardia per la prima volta gli immigrati sono più di un milione: al luglio 2011 ne risultavano 1 milione e 60 mila, a cui vanno sommati i circa 93 mila che non hanno invece residenza, ma sono comunque regolari. Aumenta del 7% (rispetto a un anno prima) la popolazione straniera in Lombardia proveniente dai Paesi a forte pressione migratoria. Si tratta di 1 milione e 269 mila persone, fra regolari e non. La nazionalità romena è la più rappresentata (172 mila persone), seguita da marocchini (131 mila) e da albanesi (118,6 mila). Eppure la crisi economica fa raddoppiare i tassi di disoccupazione: nel 2011 il livello di disoccupazione tra gli immigrati con età superiore ai 14 anni presenti in Lombardia è del 12%, quasi il doppio rispetto al 2008 (6,9%). Le assunzioni di lavoratori immigrati sul territorio lombardo nel 2011 sono tra le 18 e le 20 mila unità, meno della metà rispetto al 2007 quando gli assunti erano a quota 40 mila. Rimane stabile invece la componente irregolare: i soggetti privi di un valido titolo di soggiorno sono stimati in 116 mila, solo tremila in più rispetto al 2010.(21 marzo 2012)