"Sono migliaia i morti nel Mediterraneo, tra i migranti che cercano di raggiungere le coste europee". Per questo l’emigrazione non rappresenta un "problema di sicurezza da contrastare con le forze dell’ordine" ma "ha bisogno di un approccio umano che comprenda il dramma di chi rischia la vita per raggiungere un altro Paese". Lo ha affermato Massimo Barra, Presidente della Croce Rossa Italiana, nell’ambito di una conferenza sui rapporti Internazionali promossa ieri a Roma dal Movimento Lavoratori dell’Azione Cattolica (Mlac). "L’emigrazione ha detto Barra – non è un fatto italiano, ma riguarda tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, anche quelli del Nord Africa che accolgono migliaia di immigrati provenienti dal retroterra del continente". La Croce Rossa ha scelto di essere presente nei CPT e sulle motovedette. "Nel secondo dopoguerra ha aggiunto Barra – si pensava che la Croce Rossa, nata per soccorrere i feriti di guerra, non avesse più ragione di esistere. Oggi purtroppo dobbiamo riconsiderarne ‘il potere di umanità’ come definiamo l’intervento quotidiano e costante dei volontari della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa, attivi in 186 Paesi nel mondo. Purtroppo le vittime delle guerre nel mondo sono tantissime e il recente e tragico bilancio di un milione di morti iracheni in 5 anni di conflitto dimostra che sono molti di più i caduti tra i civili che tra i militari".