Un appello a "non approvare" le linee-guida per l’applicazione della legge 194, presentate dal Ministero della Salute alla Conferenza Stato-Regioni. A rivolgerlo ai rappresentanti delle Regioni e del Ministero è l’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, in una nota in cui si chiede "quale percorso ha portato a questo testo senza il coinvolgimento delle parti sociali", e "quale ragione urgente giustifichi questa proposta a governo sfiduciato e a pochi giorni dalle elezioni". "Per essere un documento che parla di problemi riguardanti le mamme e i bambini osserva l’associazione fondata da don Oreste Benzi è già sconsolante che la parola mamma non sia usata nemmeno una volta, e del bambino non si faccia alcun cenno". A leggere il documento, prosegue la nota, "sembra che gli unici problemi che può avere una donna che chiede l’aborto siano solo quelli di avere più contraccettivi e di imparare ad usarli meglio". In particolare, lamenta l’associazione, "non si accenna nemmeno al fatto che la mamma potrebbe avere problemi di lavoro, di soldi, di una casa; che potrebbe essere costretta ad abortire dal compagno, dal padrone che la ricatta per il posto di lavoro, dal magnaccia che la vuole tenere sulla strada. Nemmeno una parola sol colloquio iniziale, sull’accoglienza della donna, sulle competenze che deve avere l’operatore che la incontra". (segue)