Un "segno di buon senso", a patto che sia improntato al "principio di proporzionalità delle cure" e dunque alla "serena e obiettiva valutazione del medico", caso per caso. Salvino Leone, docente di bioetica all’Università di Palermo, definisce in questi termini il parere approvato il 4 marzo scorso dal Consiglio superiore di sanità sulla rianimazione dei prematuri, diventato "atto di indirizzo" per i centri italiani di ostetricia e neonatologia, secondo quanto annunciato oggi ad un quotidiano nazionale dal ministro della Salute, Livia Turco. "La Chiesa ricorda al Sir Leone ha sempre ribadito il principio di proporzionalità delle cure, anche nei confronti dell’eutanasia o delle cure palliative". Di qui la necessità di "riflettere, in senso più ampio, sul concetto di ‘natura’ e ‘contro natura’", alla luce del "primato della persona umana e della sacralità della vita". Per Leone, in altre parole "ogni decisione va persa caso per caso, evitando l’accanimento terapeutico ma senza abbandonare il feto vivo a se stesso". Tutto ciò, partendo da quella "alleanza terapeutica" che sfocia poi nel "saggio giudizio del medico, tenuto conto anche del parere dei genitori, il quale pur non essendo vincolante non va del tutto sottovalutato".