Acqua e luce. Sono due "elementi sensibili" con cui la Chiesa rappresenta l’"intima natura" del sacramento del battesimo "come dono di una nuova identità". Nel battesimo, ha ricordato Benedetto XVI ieri sera nell’omelia della veglia pasquale, Gesù "eleva noi dalla morte alla vita vera". "Egli ci tira su verso di sé, ci attira dentro la vera vita. Ci conduce attraverso il mare spesso così oscuro della storia, nelle cui confusioni e pericoli non di rado siamo minacciati di sprofondare". A proposito del simbolo della luce e del fuoco Benedetto XVI ha citato Gregorio di Tours il quale "racconta di un’usanza che qua e là si é conservata a lungo, di prendere per la celebrazione della Veglia Pasquale il fuoco nuovo per mezzo di un cristallo direttamente dal sole: si riceveva, per così dire, luce e fuoco nuovamente dal cielo per accendere poi da essi le luci e i fuochi dell’anno". Il messaggio di questa antica tradizione é che "Gesù Cristo ha veramente preso la luce dal cielo e l’ha portata sulla terra". È "la luce della verità e il fuoco dell’amore che trasforma l’essere dell’uomo". Gesù, ha aggiunto il Papa, "ha portato la luce, ed ora sappiamo chi è Dio e come è Dio. Così sappiamo anche come stanno le cose riguardo all’uomo; che cosa siamo noi e per che scopo esistiamo". (segue)