CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE: CANTALAMESSA, "L’UNITÀ DELLA CHIESA È UN DONO DA ACCOGLIERE" (3)

"La posta in gioco all’inizio del terzo millennio – ha evidenziato Cantalamessa – non è più la stessa che all’inizio del secondo millennio, quando si produsse la separazione tra Oriente e Occidente; neppure è la stessa che a metà dello stesso millennio, quando si produsse la separazione tra cattolici e protestanti". Oggi, ha proseguito Cantalamessa, ci sono "due ecumenismi possibili: un ecumenismo della fede e un ecumenismo dell’incredulità; uno che riunisce tutti quelli che credono che Gesù è il Figlio di Dio, che Dio è Padre Figlio e Spirito Santo, e che Cristo è morto per salvare tutti gli uomini, e uno che riunisce tutti quelli che, in ossequio al simbolo di Nicea, continuano a proclamare queste formule, ma svuotandole del loro vero contenuto. Un ecumenismo in cui, al limite, tutti credono le stesse cose, perché nessuno crede più a niente… La fondamentale distinzione tra i cristiani – ha concluso Cantalamessa – non è tra cattolici, ortodossi e protestanti, ma tra coloro che credono che Cristo è il Figlio di Dio e coloro che non lo credono".