Una Passione che non è solo rievocazione ma una vera e propria "sacra rappresentazione" a cui partecipano tossicodipendenti, donne e madri che soffrono, migranti che hanno dovuto abbandonare la loro terra, bambini che rappresentano gli indifesi della terra. È la "Morte del Giusto", un particolare allestimento della Passione Vivente che si svolge questa sera lungo le strade di Villa Musone, vicino Loreto. L’evento, nato trent’anni fa per iniziativa di padre Valentino Lanfranchi, è dedicato ai sofferenti, agli emarginati, a quanti hanno portato o portano la Croce di Cristo, quelli che vivono sulla loro pelle il "Calvario dell’umanità". "Cireneo" d’eccezione è mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo di Loreto, che prosegue la tradizione dei suoi predecessori, mons. Gianni Danzi (da poco scomparso), il cardinal Angelo Comastri, mons. Pasquale Macchi. Testimone particolare della sofferenza dell’umanità sarà mons. Domenico Marinozzi, vescovo emerito di Soddo-Hosanna, che alla fine della rappresentazione parlerà della sua esperienza in Etiopia, ricordando la siccità che negli anni ’80 ridusse alla fame migliaia di bambini.