La causa di beatificazione di don Francesco Mottola, sacerdote calabrese, fondatore della famiglia degli oblati e delle oblate del S. Cuore, prosegue. Lo scorso 17 dicembre il papa Benedetto XVI ha firmato il decreto di riconoscimento delle virtù eroiche. Un atto che sarà solennizzato il prossimo 28 marzo a Tropea alla presenza del card. José Saraiva Martins, prefetto della congregazione della causa dei santi. "E’ un dono grande spiega mons. Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea – che non può che essere di richiamo anche per noi a seguire con più radicalità il Signore in strade di santità. Santi per noi, santi per le comunità che ci sono affidate". Il nome del sacerdote calabrese è legato a diverse Case della carità, istituti di assistenza ai sofferenti e ai poveri più abbandonati, diffusi in vari centri della Calabria. Un "apostolo della carità spiega ancora mons. Renzo – che ha saputo vivere nella sofferenza l’attesa della risurrezione e che ci è di monito e di richiamo alla speranza, pur nei disagi che ci troviamo ad affrontare". Secondo mons. Renzo questo sacerdote "sognava una Pasqua di redenzione per tutti, sognava anche un’altra Calabria": "Vorrei alzare nella mia Calabria la bandiera di una rivolta ideale: la rivoluzione cristiana", scriveva. "E’ il sogno di un profeta", aggiunge il vescovo che lascia a noi "il testimone della speranza".