EUTANASIA: MORTE DI CHANTAL SEBIRE, IL DOLORE DEI VESCOVI FRANCESI (2)

La morte di Chantal – ha detto il vescovo di Fréjus Toulon, mons. Dominique Rey – è la fine di un dramma umano atroce che è stato fortemente seguito dai media". Il vescovo mette in guardia dal tentativo di "strumentalizzare la tragedia di una persona che lotta con la morte". "L’accettazione legale di un omicidio volontario di un malato da parte di medici e della società – aggiunge il vescovo – farebbe vacillare i principali fondamenti sui quali sono fondati il vivere insieme e il rispetto per ciascuno". Sulla questione è intervenuto anche il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, che in un’intervista a "Aujourd’hui en France" dice: "bisogna rendere omaggio alla medicina e al personale medico che si prendono cura e fanno del loro meglio per diminuire la sofferenza dei malati" i quali – aggiunge l’arcivescovo – "hanno bisogno della nostra compassione, della nostra presenza ed infinita delicatezza, piena di silenzio e di rispetto. Ma non dobbiamo mai legiferare sull’onda della emozione". "Invece di riconoscere il diritto a dare la morte come succede in Belgio o in Olanda – propone l’arcivescovo – accompagniamo i malati fino al termine del loro percorso, lottando con loro contro la sofferenza. Nessuno ha il diritto di dare la morte".