"Nel momento in cui si pretende un riconoscimento pubblico di una decisione come quella di un’eutanasia volontaria prosegue Pessina – non è in gioco soltanto la libertà dell’individuo, ma il valore della scelta stessa e la sua rilevanza pubblica. L’ethos di una società e di un popolo si frantuma laddove la legge non sa diventare custode del valore e della dignità inalienabile della vita personale e non crea strutture sociali e culturali capaci di offrire sostegno morale e fisico all’esperienza umana della sofferenza e del dolore". "Questi episodi conclude – testimoniano di quanto sia urgente, anche in Italia, un impegno pubblico di promozione e difesa della vita personale che si traduca in atti politici concreti che impediscano di avallare l’idea che esistano situazioni nelle quali la vita umana non sia più degna di essere vissuta, amata e rispettata".