BENEDETTO XVI: MESSA CRISMALE, IL SACERDOTE DEVE "STARE DAVANTI AL SIGNORE E SERVIRE" (2)

Con l’assunzione della parola "servire" nel Canone, ha osservato il Papa, "questo significato liturgico del termine viene in un certo modo adottato conformemente alla novità del culto cristiano. Ciò che il sacerdote fa in quel momento, nella celebrazione dell’Eucaristia, è servire, compiere un servizio a Dio e un servizio agli uomini. Il culto che Cristo ha reso al Padre è stato il donarsi sino alla fine per gli uomini". E proprio "in questo culto, in questo servizio il sacerdote deve inserirsi". La parola "servire" comporta molte dimensioni. "Certamente – ha chiarito Benedetto XVI -ne fa parte innanzitutto la retta celebrazione della Liturgia e dei sacramenti in genere, compiuta con partecipazione interiore". Di qui l’invito a "imparare a comprendere sempre di più la sacra Liturgia in tutta la sua essenza, sviluppare una viva familiarità con essa, cosicché diventi l’anima della nostra vita quotidiana". Allora emerge "l’arte del celebrare". In quest’arte, ha avvertito il Pontefice, "non deve esserci niente di artefatto. Deve diventare una cosa sola con l’arte del vivere rettamente. Se la Liturgia è un compito centrale del sacerdote, ciò significa anche che la preghiera deve essere una realtà prioritaria da imparare sempre di nuovo e sempre più profondamente alla scuola di Cristo e dei santi di tutti i tempi".