"La memoria del 6° anniversario della morte violenta del Prof. Marco Biagi coincide, quest’anno, con la celebrazione liturgica del Mercoledì Santo, che ci introduce nel grande Triduo Sacro, memoria sacramentale della passione, morte e risurrezione di Cristo": è iniziata con queste parole l’omelia di mons. Ernesto Vecchi, vicario generale della diocesi di Bologna, nella messa di suffragio che si sta celebrando questa sera nella basilica di S. Martino, in occasione del sesto anniversario della morte del giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse. Dopo aver fatto riferimento al profeta Isaia, "figura biblica del Servo di Jahvè", e anche all’esperienza dei profeti Ezechiele e Geremia, "che hanno sofferto a causa della loro vocazione all’impegno per la ricerca del bene comune" e che "per questo hanno dovuto subire la persecuzione delle potenze oscure, sempre presenti come forze decostruttive, dove ci si impegna per edificare il futuro", mons. Vecchi ha detto: "La morte di Marco Biagi va letta in questo contesto. L’uomo perseguitato indicato da Isaia, infatti, si pone nell’ottica della teologia della storia, dove il sacrificio cruento di Cristo rimane il propulsore emblematico di ogni autentico rinnovamento". (segue)