Sull’obiezione di coscienza dei medici, citata dal documento come "ostacolo" all’esercizio del diritto di abortire, Di Pietro replica: "È un segnale importante; buona parte della classe medica si è finalmente resa conto di avere nel proprio sangue e nel Dna della professione la volontà di porsi al servizio della vita e della salute. Un segnale positivo. E l’obiezione di coscienza è una forma di libertà che non si può ledere, soprattutto in Italia dove essa costituisce un diritto riconosciuto non solo dalla legge ma anche dalla Costituizone". Proprio oggi che Scienza & Vita ha reso noto che sono oltre 26mila le adesioni alla moratoria sulla distruzione degli embrioni umani ai fini della ricerca, Di Pietro conclude: "Questa adesione spontanea ad una proposta che non ha avuto spazio nei massmedia dimostra che nella classe medica e nella gente comune si sta facendo strada una crescente sensibilità nei confronti della tutela della vita in tutte le sue fasi, che va in direzione opposta rispetto al documento di Strasburgo. Mi sembra che ciò che si tenta di imporre in molte sedi non sia il sentire di tanti, bensì l’ideologia di pochi".