Il "senso di impunità collettiva" ed il "narcisismo assoluto" di chi vive "in un orizzonte egocentrico". Secondo Mario Pollo, docente di pedagogia alla Lumsa, sono queste, unite all’"esaltazione di sostanze psicotrope", tra cui rientra anche l’alcol, le chiavi di lettura che fanno da sfondo alla vicenda di Friederich Vernarelli, il trentenne romano, che ieri "in evidente stato di ebbrezza" ha investito e ucciso a Roma due turiste irlandesi mentre attraversavano sulle strisce pedonali; attualmente Vernarelli è agli arresti domiciliari, ma il pm Andrea Mosca ha sollecitato al gip l’aggravamento della misura in sede di convalida del fermo. "In Italia dichiara Pollo al Sir ci sono persone che pensano di non dover mai pagare per le loro scelte: ciò vale per casi tragici come questo, ma anche per altri eventi, con l’incapacità di assumere i sacrifici, la fatica, la sofferenza che comportano alcune scelte". A dominare, in altre parole, è "l’incapacità di uscire dall’orbita dei propri desideri, passioni, pulsioni per affrontare le conseguenze delle proprie azioni e quindi assumersene la responsabilità". Nei giovani in particolare, secondo Pollo, si riscontra "l’assenza di un codice interiorizzato che sia centrato sull’altro da me, non solo in senso trascendente: la responsabilità del proprio fratello, del prossimo". (segue)