MARCHE
Garante dell’infanzia e dell’adolescenza: la situazione in Regione
La Regione Marche ha istituito la figura del Garante per l’infanzia e l’adolescenza con la legge 18 del 15 ottobre 2002. Le funzioni attribuite a questa figura vanno dalla promozione per la “diffusione di una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza e di forme di partecipazione dei bambini e bambine alla vita delle comunità locali” all’accoglimento di “segnalazioni in merito alle violazioni dei diritti dei minori”; dalla vigilanza sulla “programmazione televisiva, sulla comunicazione a mezzo stampa” all’istituzione di un elenco per la nomina di tutori e curatori speciali, passando per la raccolta dati sulla condizione dell’infanzia e adolescenza e l’offerta di specifiche consulenze tecniche o giuridiche su questioni riguardanti i minori.Far conoscere i diritti. Si chiama Mery Mengarelli la Garante per l’infanzia e l’adolescenza marchigiana ed ha alle spalle un’esperienza di responsabile di comunità di accoglienza. “In questi anni abbiamo cercato di far emergere un’immagine di infanzia e adolescenza positiva, attraverso varie azioni di sensibilizzazione tra cui la Giornata per l’infanzia. Molti ragazzi neanche sanno di avere dei diritti che li tutelano, tra cui quelli essenziali di avere relazioni significative e adulti autorevoli accanto a sé”. Per Paolo Carassai, presidente dell’Associazione “La Goccia” e responsabile di una Comunità familiare per bambini in età prescolare nel maceratese, “occorre promuovere una vera cultura del diritto minorile. Quando, nei casi più gravi, il bambino o l’adolescente viene collocato in comunità, non può poi essere abbandonato a se stesso; la qualità dell’accoglienza delle comunità familiari, ma anche degli istituti, deve avere uno standard comune, magari regionale, e meccanismi di controllo. In questo senso credo che una figura come il Garante possa fare molto, anche contribuendo al coordinamento dei vari attori che intervengono nella vita di alcuni minori, come comunità, servizi sociali e tribunali”.Dalla parte dei minori. Andrea Marangoni è responsabile dell’associazione “Piombini-Sensini” di Macerata, che accoglie ragazzi dai 6 ai 17 anni. “Da noi arrivano minori in stato d’abbandono o coinvolti in procedimenti penali – racconta – molti sono stranieri giunti clandestinamente in Italia. Ci vuole qualcuno che sia veramente dalla parte dei bambini e dei ragazzi, come credo sia il Garante. Quando ci ha proposto di collaborare al corso di tutori volontari eravamo perplessi, ma poi abbiamo visto che questi tutori formati si interessano veramente dei minori a differenza dei sindaci (a cui spesso sono affidate le tutele dei minori in stato di abbandono, n.d.r.)”. Stefano Maggini di Civitanova, specializzato in diritto di famiglia, è diventato, di recente, curatore speciale. “Nella mia attività professionale, ma anche volontaria, nei consultori, incontro tanti minori in difficoltà. Ho capito che c’era bisogno anche di un legale che difendesse l’interesse dei ragazzi e per questo ho deciso di frequentare il corso, organizzato dall’Ufficio della Garante, per curatore speciale”.Mediazione informativa. Altro fronte caldo, per quanto riguarda i minori, è quello dei mass-media. Vincenzo Varagona, presidente regionale dell’Unione cattolica stampa italiana, ammette che nella pratica quotidiana della professione ci sono “continue violazioni del principio di non identificazione del minore implicato in fatti di cronaca. Oggi c’è una maggiore attenzione perché sono stati attivati meccanismi di prevenzione e formazione dei giornalisti, ma entrano poi in gioco altri meccanismi, come l’esasperata competitività editoriale. In questo panorama è naturale che il Garante per l’infanzia e l’adolescenza acquisisce una grande importanza, per la possibilità di aprire una linea diretta con le redazioni e anche riuscire a esercitare una funzione di mediazione informativa su fatti molto delicati su cui le fonti ufficiali naturalmente tendono a chiudersi a riccio. Lo stesso Garante può rendersi disponibile, insieme alle istituzioni professionali, per momenti di confronto, formazione e/o aggiornamento dei giornalisti”.Per ulteriori informazioni, www.garanteminori.regione.marche.it.SCHEDANelle Marche, la popolazione stimata al 1° gennaio 2006, compresa tra gli 0 e i 19 anni, era di 269.094 persone, su un totale di circa un milione e cinquecento mila abitanti. Secondo le rilevazioni fatte dal “Centro regionale documentazione e analisi infanzia, adolescenza e giovani”, i minori fuori dalla famiglia d’origine, nel 2005, sono stati 844, di cui 399 stranieri. I minori dati in affido sono stati complessivamente 267, mentre quelli accolti in strutture residenziali sono stati 301. Risultano accolti presso strutture residenziali per minori non accompagnati 276 ragazzi. Dei 251 casi di violazioni dei diritti dei minori segnalati all’ufficio del Garante, la percentuale più rilevante, il 28,7%, hanno riguardato problemi legati all’accoglienza dei minori non accompagnati; al secondo posto di queste particolare graduatoria, con il 19,5%, ci sono i casi di minori coinvolti in separazioni conflittuali.a cura di Simona Mengascini(10 novembre 2006)