La "linea di non coinvolgimento in alcuna scelta di schieramento politico o di partito", non comporta la "diaspora culturale dei cattolici", ma costituisce "un compito della più grande importanza" non solo in rapporto "alle grandi sfide" come guerra e terrorismo, ma anche rispetto al "rischio di scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell’ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla". A ribadirlo, nel comunicato finale del Consiglio permanente diffuso oggi, sono i vescovi che, condivisa l’analisi offerta nella prolusione del card. Bagnasco, evidenziano "ulteriori gravi fenomeni di degrado sociale, fra cui spicca oggi la piaga degli incidenti sul lavoro, il dilagare dell’usura e il carattere pervasivo delle infiltrazioni mafiose in molte aree del Paese". Il Consiglio permanente ha espresso inoltre "apprezzamento e sostegno" all’iniziativa del Forum Associazioni familiari per "un fisco più giusto in ordine alla famiglia, richiamando la necessità di proporre a tutti nuovi stili di vita che si facciano carico dei problemi dell’equità sociale e della sostenibilità ambientale".