"Una rivolta annunciata". Così Mauro Ungaro, direttore del settimanale della diocesi di Gorizia (Voce Isontina) ed esperto in politica balcanica, commenta al SIR gli incidenti di questa mattina a Mitrovica (nel nord del Kosovo). L’attacco è partito mentre la polizia Onu tentava di sgomberare il tribunale della Nato occupato da una cinquantina di nazionalisti serbi. Negli scontri sarebbero rimasti feriti 13 agenti e 20 manifestanti, di cui 2 in gravi condizioni. "Quanto sta avvenendo afferma Ungaro – è, purtroppo, la dimostrazione della superficiale fretta con cui molte cancellerie occidentali hanno pensato di poter mettere in archivio le conseguenze della dichiarazione unilaterale dell’indipendenza da parte del Kosovo. Significativamente il luogo della rivolta è Mitrovica, città divisa in due dal fiume Ibar: la parte nord a forte presenza serba (circa 20mila abitanti) e quella meridionale pressoché interamente kosovara (80mila abitanti)". Di fatto, spiega Ungaro, "la parte nord della città, in questo mese, non ha mai accettato la sovranità del neonato Stato kosovaro; l’occupazione del tribunale (miccia che ha scatenato il fuoco della rivolta) ha un valore fortemente simbolico in quanto interessa l’unica istituzione che i kosovari fossero riusciti a controllare, tramite l’Onu, in tale area". (segue)