Erano presenti migliaia di fedeli, religiosi e religiose, l’arcivescovo Francis Assisi Chullikatt, nunzio apostolico in Giordania e in Iraq, vescovi e rappresentanti delle varie chiese in Iraq. Fin dal mattino il feretro, accompagnato dai portatori di una croce inghirlandata e adorna della foto di monsignor Rahho, è stato condotto in processione per le vie del villaggio. Il corpo dell’arcivescovo di Mossul sarà sepolto vicino a padre Ragheed, il suo sacerdote e segretario ucciso il 3 giugno dello scorso anno. Nel messaggio di condoglianze inviato al cardinale Delly, il premier iracheno Nuri al-Maliki ha definito un "crimine brutale" la morte in prigionia di mons. Rahho, aggiungendo di considerarlo "un’aggressione che ha lo scopo di suscitare la sedizione tra le diverse componenti del popolo iracheno". Oggi pomeriggio, dopo il rito funebre, nella chiesa di Nostra Signora di Nazareth, ad Amman, è stata celebrata una messa in suffragio dell’arcivescovo Rahho presieduta dal vescovo ausiliare di Gerusalemme dei Latini per la Giordania, mons. Salim Sayegh. Intanto, a Roma, il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, ha dichiarato: "La sofferenza dei cristiani è molto grave e con questo gesto disumano si è giunti alla soglia della disperazione sostenuta però dalla speranza che l’aiuto di Dio e il valore del sangue dei martiri è sempre seme di nuove risorse ed energie". ” ” ” “