"Il messaggio che buona parte della cultura trasmette agli uomini e alle donne è che essi devono esercitare la propria libertà nei confronti di una serie di alternative sessuali e familiari" mortificando il "paradigma antropologico sul quale si fonda la famiglia: l’amore-donazione di un uomo e una donna". A lanciare l’allarme è stato ieri sera Eduardo Ortiz, decano della Facoltà di sociologia dell’Università cattolica San Vicente Mártir di Valencia, intervenuto all’incontro su "Concezione islamica e concezione cristiana dell’unione tra l’uomo e la donna". Lo studioso si è soffermato sulla cosiddetta "ideologia di genere" che non ammette il sesso maschile e femminile, bensì "le tre varianti di genere: maschile (eterosessuale o omosessuale), femminile (eterosessuale o omosessuale) e neutro (bisessuale o indifferenziato)", enfatizzando "il sesso ‘sociologico’ rispetto al sesso biologico".In nome di "virtù civiche quali l’uguaglianza e la tolleranza", ha osservato, "enti sopranazionali come l’Onu, l’Unesco e alcune lobby" hanno chiesto "alla società civile e alle pubbliche amministrazioni di adottare un atteggiamento neutro dinanzi alle scelte individuali di ‘genere’ "; paradigmi che "hanno già ispirato ad alcuni governi occidentali" discutibili decisioni politiche "in materia di matrimonio e famiglia".