RAPPORTO UOMO-DONNA: ENNAIFER (UNIV. TUNISI), NELL’ISLAM CONTRADDIZIONI FRA I TESTI SACRI

"Si può considerare il Corano come la Parola di Dio, allorché alcuni suoi versetti screditano la donna esaltando la struttura maschilista della società? Come ammettere che alcune tradizioni profetiche ne contraddicano altre?". Per Hmida Ennaifer, docente emerito della prestigiosa e antica Università Zeituna di Tunisi e fondatore del Gric (Groupe de recherche islamo-chrétienne, attivo in Francia e Spagna), queste domande "pesano fortemente sulla coscienza religiosa in terra d’Islam, poiché rimettono in discussione la fondatezza della fede, dell’identità religiosa e dell’equilibrio sociale". Ennaifer è intervenuto ieri sera alla giornata di studio su "Concezione islamica e concezione cristiana dell’unione tra l’uomo e la donna", promossa a Roma dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia (Università Lateranense). Per Ennaifer, anche la religione islamica condivide i valori cristiani della "libertà nella scelta del partner, della parità fra uomo e donna e della monogamia. La poligamia – ha precisato – è tollerata, ma non è un obbligo. Alcuni testi considerano la monogamia un valore per il progresso culturale e sociale, ma al riguardo una gran confusione continua ad agitare la società musulmana".