AFFIDO CONDIVISO: BELLETTI (CISF), "POSITIVO" MA SERVE "MEDIAZIONE FAMILIARE DI LUNGO PERIODO" (2)” “” ” ” “

” ” "Non basta un buon patto di separazione o divorzio", spiega Belletti, perché "è illusorio pensare che la conflittualità tra gli ex coniugi cali da sola", come dimostra "le difficoltà che riemergono spesso quando si tratta di genitorialità condivisa nelle singole aree concrete". Ne è una prova, nella prassi, il persistere della formula dell’assegna di mantenimento, nonostante la nuova normativa preveda il "mantenimento diretto" (vale a dire la capacità di far fronte a qualunque esigenza che di fatto si presenti legata alla crescita e all’educazione) del figlio da parte di entrambi i genitori. Per questo, propone Belletti, "occorre rilanciare la mediazione familiare non soltanto in termini tecnico-professionali, ma tramite percorsi di medio e lungo periodo in grado di ‘accompagnare’ la famiglia nella gestione della crisi o della conflittualità, in nome del superiore interesse del bambino". La "relazione educativa", secondo il Cisf, "è un processo molto delicato: il ‘mestiere’ dei genitori è senz’altro quello più difficile, e dopo una separazione od un divorzio può esserlo ancora di più". Di qui la necessità, conclude Belletti, di "una mediazione familiare più ‘morbida’, non ‘sanitarizzata’, che dia più spazio all’esigenza di protezione del minore".