MARCHE

Un po’ di respiro

A favore delle famiglie colpite da crisi e disoccupazione

Due provvedimenti della Giunta regionale delle Marche, all’inizio di febbraio, vanno in aiuto delle famiglie marchigiane colpite della crisi economica e dalla disoccupazione. Il primo è la conferma, per il 2010, del Fondo anti-crisi, per un totale di 1 milione e 400 mila euro, da destinare a quei nuclei familiari in cui ci siano lavoratori che hanno perso l’impiego, compresi quelli che avevano contratti a termine, di collaborazione o di genere “precario”: il sussidio previsto è di 200 euro mensili per sei mesi, il bando scade il 31 marzo (www.regione.marche.it, “Fondo anti-crisi”). Il secondo provvedimento, che fa seguito a un accordo del novembre scorso tra Regione e sindacati, è l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario, nel 2010, per i lavoratori disoccupati, in cassa integrazione, in contratto di solidarietà o in mobilità dal primo gennaio 2009: disponibili, complessivamente, 1 milione e 800 mila euro, stanziati nell’ultimo bilancio regionale. Un ulteriore aiuto per le famiglie è il contributo una tantum, di 400 euro, per il sostegno agli studi universitari dei figli dei lavoratori disoccupati (www.istruzioneformazionelavoro.marche.it, “Istruzione”). Secondo gli ultimi dati Istat e Inps, nel 3° trimestre del 2009 il tasso di disoccupazione era, nelle Marche, del 6,6%, inferiore alla media nazionale del 7,3, ma in aumento del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2008; la cassa integrazione tra gennaio e ottobre 2009 è aumentata, in Regione, del 258,6% rispetto allo stesso periodo del 2008, ben al di sotto comunque dell’incremento nazionale del 330%. In prima linea. Sono misure che “ti fanno respirare un attimo”: ad affermarlo è Nicola Strambolini, responsabile della Commissione della pastorale del lavoro della diocesi di Fabriano-Matelica. Il suo è un territorio colpito dalla crisi di una delle più grandi aziende della Regione, la Ardo (elettrodomestici), con oltre 3.000 lavoratori, tra dipendenti e operatori dell’indotto che rischiano il posto. Due le priorità che, secondo il responsabile, operaio lui stesso, dovrebbe avere la prossima amministrazione regionale: la prima è un’azione di “persuasione” verso le banche perché confermino la sospensione dei mutui sulla prima casa per i lavoratori in difficoltà. La seconda è un investimento deciso nella “formazione” perché “chi perde il lavoro non ha possibilità di reinserirsi se conosce solo quello che faceva nella precedente occupazione”. Strambolini non si aspetta, comunque, solo l’intervento della Regione e racconta come in questi mesi la Caritas e la diocesi, con mons. Giancarlo Vecerrica in testa, siano state sempre impegnate in prima linea a fianco dei lavoratori e nel sostegno delle famiglie in difficoltà, attraverso il “prestito della speranza” e una raccolta nelle parrocchie, per uno specifico fondo di solidarietà, fatta prima di Natale. Che fine faranno i giovani? È convinto che le Marche “hanno preso delle misure anti-crisi buone e si sono impegnate forse più di altre Regioni” Fabio Corradini, coordinatore regionale per le politiche sociali delle Acli marchigiane. Ma a preoccuparlo sono le prospettive: “Se i fondi a disposizione della Regione sono utilizzati per l’emergenza ci saranno poi le risorse per le politiche attive del lavoro? E i giovani che fine faranno?”. Il ragionamento di Corradini è molto semplice: i provvedimenti anti-crisi aiutano le famiglie e i disoccupati, che paradossalmente sono anche favoriti per una ricollocazione lavorativa, in quanto gli imprenditori hanno una serie di facilitazioni fiscali e contributive per assumerli. Dunque cosa bisogna scegliere: un prolungato precariato giovanile o la tutela dei lavoratori-padri di famiglia colpiti dalla crisi? “In un incontro regionale che abbiamo organizzato lo scorso 20 febbraio proprio a Fabriano – dice Corradini – abbiamo affrontato il tema dell’insicurezza e della sfiducia del mondo giovanile. Come ai lavoratori di quel territorio anche a questi giovani occorre dare una risposta, se non si vuole privare la nostra Regione e il nostro Paese del loro contributo”. Quella “rete” che aiuta. Per Emanuele Cardinali, neo-presidente del Forum delle associazioni familiari delle Marche, se è vero che nei momenti di crisi le “misure assistenziali”, come quelle varate dalla Regione, sono necessarie e vanno incentivate è altrettanto prioritario “creare un tessuto sociale che possa assorbire i contraccolpi di una crisi”. Cardinali è convinto che un investimento a lungo termine sulle famiglie, possa creare quelle condizioni, quel tessuto di relazioni che renderebbe “meno drammatica la perdita del lavoro”. E fa degli esempi molto concreti di cosa si dovrebbe fare: prima di tutto “mettere i giovani in condizione di creare una famiglia e sostenere la natalità”, poi, dal punto di vista fiscale, sostituire l’Isee, il parametro oggi usato anche dalle Marche per erogare contributi o sussidi, con “il quoziente Parma, che considera l’effettivo peso di ogni membro della famiglia e le sue condizioni”. Anche la promozione dell’associazionismo familiare, a cui affidare servizi alla persona, potrebbe, secondo Cardinali, aiutare la Regione a creare quella “rete sociale” che aiuta a superare momenti di crisi economica e lavorativa.a cura di Simona Mengascini(03 marzo 2010)