CINA E RELIGIONI: LANCIOTTI (SINOLOGO), "NO MIRACOLI MA CON IL TEMPO MOLTE COSE CAMBIERANNO" (2)

L’Urbaniana è l’unica università pontificia che ha al suo interno anche un "Centro di studi cinesi" e una presenza di circa 70 studenti dalla Cina popolare e da Taiwan, oltre ad una ventina di suore da Taiwan. Ai ragazzi non viene chiesto a quale Chiesa appartengano (ufficiale o non ufficiale). "La Cina, con i suoi modi e i suoi ritmi – ha affermato Alessandro Dell’Orto, direttore del "Centro studi cinesi" e missionario saveriano in Cina -, continuerà ad aprirsi al mondo. Con le sue tradizioni e i suoi cambiamenti potrà diventare un luogo privilegiato anche per criticare la nostra visione occidentale del mondo, purificando i nostri modelli e le nostre strategie della missione". Del "risveglio religioso" in Cina – nelle 5 religioni e confessioni ufficiali riconosciute (buddismo, taoismo, cattolicesimo, protestantesimo e islam) ha parlato anche mons. Alberto Trevisiol, decano della facoltà di missiologia dell’Urbaniana. "Questo risveglio non consiste solo nell’aumento dei fedeli ma in una vera e propria ricerca di senso – ha detto -. Non si tratta solo della possibilità di recupero dei riti, ma di dare alle istanze religiose la possibilità di esprimersi sulla stampa, di fare discorsi su questioni di interesse pubblico o di impegnarsi nelle attività caritative. La vera trasformazione religiosa va di pari passo con il cambiamento del Paese". (pca)