BENEDETTO XVI: UDIENZA, "ASSURDA" LA CONDIZIONE DEI DETENUTI CONDANNATI E TORTURATI” ” ” “” “

"Ogni detenuto, per qualunque motivo sia finito in carcere,intuisce quanto sia pesante questa particolare condizione umana, soprattutto quando essa è abbrutita, come accadde a Boezio, dal ricorso alla tortura". Lo ha detto il Papa, che nell’udienza generale di oggi – dedicata alle figure di Boezio e Cassiodoro – ha definito "particolarmente assurda la condizione di chi viene torturato a morte senza alcun altro motivo che non sia quello delle proprie convinzioni ideali, politiche o religiose". In questo senso, Boezio secondo Benedetto XVI è il "simbolo di un numero immenso di detenuti condannati ingiustamente di tutti i tempi e di tutte le latitudini". Nato a Romanel 480 e condannato a morte ingiustamente – con il "pretesto" di un "complotto" contro il re Teodorico – il 23 ottobre del 524, a soli 44 ani, Boezio "proprio per questa sua drammatica fine – ha detto il Papa – può parlare dall’interno all’uomo contemporaneo e soprattutto alle tantissime persone che subiscono la sua stessa sorte a causa dell’ingiustizia presente in tanto parte della giustizia umana" (segue).