ALDO MORO: CAMPANINI (STORICO), NON RICORDARLO SOLO COME VITTIMA DELLE BR (2)

Sono due, per Campanini, gli "aspetti qualificanti la figura dello statista: la sua capacità di intuire il cambiamento, la sua attitudine al dialogo. Che la società italiana degli anni Settanta – rileva lo storico – conoscesse un profondo cambiamento erano stati non pochi ad intuirlo; ma nessuno come Moro ha colto le linee di un cambiamento che sarebbe stato destinato, come in effetti poi è avvenuto, a trasformare profondamente il volto della società italiana. Gli scritti e i discorsi di Moro rivelano questa sua grande capacità di leggere il corso degli avvenimenti, in un modo che nessun altro politico del suo tempo è stato capace di eguagliare". L’altro aspetto caratterizzante la figura del "Moro-politico", aggiunge Campanini, "è stata l’attitudine a un dialogo a tutto campo, fondato sulla convinzione che era finito il tempo delle contrapposizioni frontali e che il Paese avrebbe dovuto trovare un terreno di incontro fra tutte le sue tradizioni, compresa quella comunista". Si trattava, spiega Campanini, di "un lucido progetto di pieno reinserimento nello Stato di tutte le grandi componenti, ideali e sociali della nazione". Per lo storico, "questi due obiettivi rimangono ancora davanti alla società italiana; né raggiungerli sarà possibile senza riandare alla lezione del Moro statista. Se ci si soffermerà soltanto sul Moro prigioniero e vittima, allora le Br avranno vinto una seconda volta".