Sette mesi di lavoro, ventisette seminari territoriali svolti nelle cinque province campane, decine di amministratori pubblici, esponenti del terzo settore, religiosi, sindacalisti, rappresentanti di altre regioni italiane e nazioni europee: tutti coinvolti per la stesura del Patto campano per la famiglia, promosso dalle Acli regionali, che sarà presentato il 14 marzo a Napoli, alla presenza del ministro della Famiglia, Rosy Bindi, dell’arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe, e del presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero. Il Patto è un documento programmatico realizzato "dal basso" che ha l’obiettivo di "conciliare sostegno alla famiglia e sviluppo socio-economico della società". "L’idea spiega Eleonora Cavallaro, presidente delle Acli della Campania – nasce dalla nostra attenzione per le famiglie, investite da problemi e responsabilità di fronte alle quali sono lasciate sempre più sole, al punto da rappresentare il soggetto debole della società". "Nella nostra regione continua Cavallaro – ai ‘normali’ problemi quali invecchiamento della popolazione, famiglie sempre più piccole, maternità ritardata, allungamento della permanenza nella famiglia d’origine, si aggiungono delle aggravanti". (segue)