FEDE E CULTURA: MONS. ZANI, IL "RUOLO" DEGLI ISSR NEL "PROCESSO DI BOLOGNA"

"Lo studio e l’insegnamento delle scienze religiose forniscono gli elementi necessari per elaborare criticamente una sintesi tra la fede e la cultura nella singolarità delle situazioni storiche vissute nelle Chiese particolari". Lo ha detto mons. Vincenzo Zani, sottosegretario della Congregazione per l’educazione cattolica, intervenendo oggi al Convegno delle Facoltà teologiche e degli Istituti superiori di scienze religiose. "Da sempre la Chiesa si è impegnata a creare e a diffondere ovunque le proprie istituzioni di educazione superiore, accumulando nei secoli una lunga e consolidata tradizione sulla base della quale si può dialogare con gli altri paesi", ha proseguito il relatore spiegando la scelta della Santa Sede di aderire alla Dichiarazione di Bologna. "La mobilità; il contesto globale; l’attenzione alla persona e alla dimensione sociale; una certa cultura della qualità; la codificazione dei tre gradi accademici; la centralità della ricerca". Sono questi, per Zani, alcuni aspetti legati al "Processo di Bologna" che "appartengono già all’esperienza acquisita" dalla Chiesa. L’adesione della Santa Sede al "Processo di Bologna", ha puntualizzato l’esponente vaticano, "riguarda direttamente le Università e facoltà ecclesiastiche, presenti sul territorio europeo, verso le quali la Congregazione per l’educazione cattolica esercita una responsabilità diretta".